CASSINO - TAR: REGOLARE L'APPALTO PER LA MENSA

  • Tommaso Villa

Il Tar, sezione staccata di Latina, chiamato a pronunciarsi sull’affidamento del servizio mensa scolastica nel comune di Cassino, ha ritenuto che tutto si è svolto in maniera regolare e che è pienamente legittima l’aggiudicazione della gara in favore della cooperativa “La Mediterranea”, disposta con determina dirigenziale il 22 settembre scorso, per la durata di cinque anni scolastici.

Al Tribunale amministrativo aveva fatto ricorso il CNS, Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa, chiamando in causa il Comune, rappresentato e difeso dall’avv. Lio Sambucci; la Provincia di Frosinone, con gli avvocati Mariacristina Iadecola e Teresa Ardovini; nonché l’aggiudicataria della gara, “La Mediterranea Soc. Coop”, difesa dagli avv. Alberto Pellegrino e Antonella Dell’Aversano Orabona.

Il collegio giudicante, composto da Riccardo Savoia, presidente, e dai magistrati Valerio Torano ed Emanuela Traina, ha respinto la richiesta di annullamento dell’aggiudicazione a “La Mediterranea” perché infondata e – scrivono – “con essa (sono infondate ndr) le ulteriori domande che trovano nell’illegittimità dei provvedimenti impugnati il proprio imprescindibile fondamento”. Tra i vari provvedimenti che erano stati impugnati - occorre richiamare - la nota della SUA, la stazione unica appaltante della Provincia, del 13 agosto 2024, circa una presunta anomalia dell’offerta, come pure altra nota relativa alla congruità dell’offerta de “La Mediterranea”.

Il ricorrente, che aveva anche chiesto il risarcimento dei danni patiti e patiendi, è stato condannato anche al pagamento delle spese di giudizio in favore del Comune, della Provincia e della controinteressata società: duemila euro a ciascuna di esse, oltre gli accessori di legge. Un punto che aveva fatto molto discutere, catalizzando a più riprese l’attenzione in particolare di un consigliere di parte dell’opposizione consiliare, sì da farne cavallo di prolungata e finanche esasperata battaglia di attacco all’amministrazione comunale, riguardava la disponibilità, per l’aggiudicatario della gara, di un centro di cottura dei pasti ubicato “entro 15 chilometri dai confini del comune di Cassino”. Cosa questa richiesta nel capitolato d’appalto.

Sbagliando, sosteneva che la società “Mediterranea” non aveva fornito la prova del possesso di tale requisito, ma si era limitata nella propria offerta ad affermare, in via del tutto generica, che avrebbe acquisito un centro di cottura in caso di aggiudicazione. Su questo punto il Tar ha argomentato che “nessuna norma della lex specialis della procedura prescrive la disponibilità del centro di cottura quale requisito di partecipazione o, comunque, oggetto di documentazione nell’ambito della procedura stessa”. La stazione appaltante non avrebbe quindi potuto disporre l’esclusione dell’offerta presentata dalla Mediterranea in ragione della mancata prova di una disponibilità immediata del centro di cottura “essendo prescritto dalla lex specialis – si legge nella sentenza – che la stessa (cioè La Mediterranea ndr) potesse validamente intervenire al momento dell’esecuzione della prestazione contrattuale, ciò che è avvenuto nel caso di specie”.

A commento il sindaco Enzo Salera rileva che “la magistratura amministrativa ha riconosciuto il corretto operato dell’amministrazione comunale anche in tale vicenda. Si augura che lo riconosca anche qualche consigliere comunale sbilanciatosi un po’ troppo, peraltro in maniera esagerata, in sospetti fuori luogo, e spera anche che la cosa possa giovargli per un più sereno e rispettoso comportamento futuro”.