SAN DONATO - GLI "SMEMORATI" IGNORANO PASQUALINA PERRELLA
- Tommaso Villa
Dopo gli “smemorati” di Isola Liri, spuntano pure quelli di San Donato Valcomino. A raccontare cosa è accaduto è il collega e professore Francesco Perrelli.
Ecco cosa ha scritto: “Nel mio paesello hanno giustamente celebrato il Giorno della memoria. Io (ed altri) non sono stato invitato. Sono pur sempre un docente di Filosofia e storia, specializzato in storia contemporanea.
Ma non solo: sono il nipote di Pasqualina Perrella (nella foto) che falsificando i documenti agli ebrei, nel 1944, ne ha salvati tanti da morte certa, come ho documentato e raccontato in diversi scritti.
In paese c'è un credo Museo del Novecento e della shoah, e nessuno mi ha mai chiesto una collaborazione, cosa che avrei fatto del tutto gratuitamente. Io, per fortuna, campo con il mio stipendio, non con i contributi del comune o della regione. Contro la cafonaggine non ci sono armi sufficienti. Solo il silenzio”.
Agli “smemorati” di San Donato Valcomino, ed in particolare al sindaco Enrico Pittiglio, suggeriamo la rilettura di un magistrale pezzo che Clemente Pistilli, pubblicò su Repubblica, il 6 novembre 2011.
Eccone un breve stralcio: “Il podestà Gaetano Marini e cinque dipendenti comunali, di cui quattro donne tra le quali Pasqualina, falsificarono i documenti d’identità degli ebrei internati, cercando così di evitare che finissero nei campi di sterminio. Un gesto che rischiò di costare la vita all'allora giovanissima Perrelli, che il 6 aprile 1944, scoperti i falsi, venne prelevata dai tedeschi e interrogata. Gli ebrei - ha raccontato anni fa Pasqualina Perrella - venivano a chiederci aiuto e noi rilasciavamo a ciascuno di loro documenti falsi per farli risultare cittadini italiani. Ricordo che a una donna ebrea attribuii lo stesso nome e cognome di mia sorella".