FROSINONE - I TRE GIOVANI "FUCILATI" PER LA SECONDA VOLTA

  • Tommaso Villa

“Per non dimenticare” non può e non deve restare solo una frase incisa sul monumento. Se le parole sono importanti, ancora più importanti sono i significati. L’inquietante e vile gesto vandalico, che è stato compiuto nel pomeriggio dell’11 marzo al monumento dei “Tre Martiri Toscani”, da mani per ora ignote, denota una profonda inciviltà e mancanza di rispetto verso i tre giovani che vennero fucilati dai fascisti a Frosinone il 6 gennaio del ‘44, dopo essere stati condannati da un loro corregionale.

Quanto accaduto è da condannare senza alcun tentennamento e ci impone anche l’obbligo di fare alcune riflessioni. Se è stata una bravata, bisognerebbe interrogarsi sul perché i giovani agiscono con crudeltà lasciandosi andare a gesti simili.

Se è stato fatto con consapevolezza, il gesto è ancora più grave. Inoltre, il rogo della corona, che rappresenta un alto valore simbolico, offende la memoria collettiva della nostra città, colpendola nei suoi valori di tolleranza e democrazia sanciti nella nostra Carta Costituzionale. “Per non dimenticare” non può e non deve restare solo una frase incisa sul monumento ma deve essere uno spunto per informare tutti quei giovani che non sanno che Frosinone è stata teatro di questa triste pagina di storia.

Lo spunto si offre rendendoli partecipi alle commemorazioni, almeno in quelle quinquennali, e non certo alle 8:30 di mattina. Il 6 gennaio è festa, si sa, ed è giusto che i bambini ricevano gioiosi i regali della Befana da parte dell’Amministrazione, ma il regalo che ricevettero questi tre ragazzi fu la fucilazione e ricordarli con una cerimonia degna del loro sacrificio (e per la quale avevo anche dato anche la mia disponibilità a collaborare), alla presenza di scolaresche coinvolgendole con un concorso a tema, dovrebbe essere qualcosa da cui non ci si deve esimere e che, oltretutto, farebbe onore alla nostra Città.

Frosinone è la “Città in video”, ha telecamere ovunque: è auspicabile, quindi, che si riescano ad individuare i responsabili (così come è stato possibile per il monumento a Norberto Turriziani), infliggendo loro una punizione esemplare: ripulire il monumento laddove il fuoco ha provocato danni e leggere tutto il libro “Tredici nomi in un cappello”, scritto da uno dei tredici ragazzi che vissero questa triste vicenda.

Colgo l’occasione, infine, per far presente all’ Amministrazione comunale che il monumento ai “Tre Martiri Toscani” è nato per onorare la memoria di questi tre giovani e il loro sacrificio. Utilizzarlo per commemorare i Martiri delle foibe istriane, come è stato fatto lo scorso febbraio, suona come una impropria commistione di memorie storiche. Giusto, legittimo e sacrosanto ricordare i Martiri delle foibe ma nei luoghi comunali esistenti e dedicati alla tragedia istriana.

Gerardina Morelli

presidente Sezione P.S.I Frosinone