FROSINONE - MASTRANGELI, UN'OCCASIONE PERSA
- Tommaso Villa
Caro Sindaco Riccardo Mastrangeli Le dò del Lei per rispetto istituzionale e non per dimenticare un'amicizia datata di parecchi anni. E soprattutto per non personalizzare con nessuno, sottolineo nessuno, le riflessioni su quanto accaduto in via Giordano Bruno. Mi riferisco al "gesto dell' ombrello" di cui tanto si parla in queste ore.
Tralasciando invece l'aspetto che ha destato tante polemiche sulle modalità per il finale del Carnevale. Ovviamente a Lei, caro Sindaco, non può essere addebitata nessuna responsabilità personale e politica del gesto. Ci mancherebbe. E mi dispiacerebbe che qualcuno possa pensarlo al solo fine di una speculazione meramente politica. Ma a mio avviso la vicenda si sposta comunque sul piano politico/istituzionale nelle sue considerazioni. Sindaco quel gesto, senza girarci intorno, ha avuto un solo risultato: l'offesa. Che nessuno, sottolineo nessuno, merita. Anche, e soprattutto, di ogni tipo di diversità. In primis di pensiero. È stata la denigrazione di un pensiero pubblico che, in quanto tale, va rispettato da chi ricopre incarichi di governo di una comunità. In ogni momento. In quel dissenso non c'era nulla di offensivo da parte del pubblico.
Caro Sindaco, conoscendoLa abbastanza nella Sua onestà di persona e di politico, sò che condivide l'idea che quando si fa bene si gode degli applausi, quando si sbaglia si riconoscono gli errori pagandone eventualmente le conseguenze. E con la sincerità che conosce, Le devo confessare anche che mi sarei aspettato una ferma e decisa presa di posizione da parte Sua. Come? Invitando l'assessore a scusarsi (cosa che l'assessore ha fatto poi con colpevole ritardo e con motivazioni che ritengo "deboli"). Passando poi per la richiesta di dimissioni. Per finire, eventualmente, con il ritiro delle deleghe.
Senza metterLa con questo in una difficoltà politica con i partiti della maggioranza. Assegnando allo stesso partito la delega in questione. Anche perché una "poltrona" non è legata per forza, e chissà per quale motivo, alla persona. Ricordando che quelle poltrone sono pagate dai cittadini. Vede Sindaco, qui non c'è in gioco chissà quale numero di voti. Qui è in ballo la dignità di una città e il rispetto delle istituzioni. Il famoso "senso delle istituzioni" tanto caro a filosofi, storici, letterati, analisti politici che da sempre ci deliziano e ci educano con il fermo richiamo al suo rispetto.
Alla fine si rischia solo di assistere a tre sconfitte in contemporanea: di chi ha fatto il gesto, di chi avrebbe dovuto censurarlo con forza (sempre nell'ottica istituzionale), della dignità della città. Altrimenti viene da pensare che è davvero, e solo, carnevale. La saluto con la stima che sa.
Marco