ISOLA LIRI - NOVELLO NICOLINI E L'ATTACCO A ROCCA
- Tommaso Villa
Novello Nicolini non è fesso. Come amministratore sta facendo benino. Come politico non è mai apparso ondivago. Ma, la sua sortita contro Rocca ha destato non poche perplessità in Regione dove, fino a ieri, si “ammiravano” le cascate del Liri e si pregustavano truppe elettorali in arrivo. In partenza da Roma erano pronti altri finanziamenti per progetti, anche musicali.
Tra le altre cose, la sortita di Novello Nicolini è in rotta di collisione con quella rilasciata, lo scorso 20 gennaio, da un suo collega dalla chioma fluente che tesseva proprio le lodi di Rocca e del “naturalizzato” Ciociaro, Righini.
Delle due l’una. In mezzo c’è chi sta meno sempre in Azione, tira le fila e di certo non può consentire dichiarazioni a ruota libera in forte contrasto fra di loro che finirebbero per metterlo in imbarazzo.
E allora: che sta accadendo sotto la cascata? Di certo c'è un vertice mattutino “ristretto” ieri sull’amena collina di Capitino a casa di un amministratore, diventato finalmente assessore.
Fuori è stata notata parcheggiata anche una bella Volvo seminuova. Questo significa che hanno ragionato e non può essere esclusa l’ipotesi che Novello Nicolini abbia concordato l’attacco a Rocca.
Se così non fosse Novello Nicolini rischierebbe di essere fuori dall’esecutivo. Ma se è così altri potrebbero essere fuori dal centro destra, nuovamente impegnati in una clamorosa retromarcia.
Per tornare dove? Forse in braccia a chi porta il nome della moglie di Abramo? E per fare cosa? Forse per provare a sconfiggere i francescani?
Nella politica di oggi, che spesso appare fantapolitica, tutto è possibile e niente può essere escluso. Senza dimenticare che si ragiona con chi cambia partito più spesso della camicia. (nella foto Renato Nicolini).