CASSINO - ALBANETA, IL TAR RESPINGE ILRICORSO DEI PRIVATI

  • Tommaso Villa

Il Tar per il Lazio ha respinto il ricorso proposto dal legale rappresentante della azienda agricola “Albaneta Tenuta di Montecassino” (impresa individuale) nei confronti del Comune di Cassino. Lo ha respinto sia nella parte in cui si riteneva illegittima la sospensione del PUA, piano di utilizzazione aziendale per l’attività agrituristica; sia nella parte in cui si chiedeva il risarcimento del danno, quantificato in circa 350 mila euro.

Il ricorso, che era stato integrato da motivi aggiunti, riguardo ad altri punti sottoposti al giudizio dei magistrati amministrativi è stato da questi dichiarato irricevibile e in parte improcedibile. Occorre anche aggiungere che per vari aspetti della vicenda è stata disposta la trasmissione dei relativi atti alla Procura della Repubblica di Cassino “per la valutazione – si legge nella sentenza – dell’eventuale rilevanza penale dell’operato e delle omissioni di tutti i vari soggetti coinvolti, a vario titolo, nei fatti di causa”.

Il Comune nella complessa controversia è stato rappresentato e difeso dall’avvocato Alessandro Longo, mentre l’Albaneta dagli avvocati romani Piergiuseppe Venturella e Francesco Verrastro. Il Comune, il 20 dicembre del 2023, con specifico provvedimento disponeva la sospensione dell’autorizzazione del PUA adottato alcuni mesi prima, il 3 agosto dello stesso anno. Decisione questa ritenuta illegittima dal legale rappresentante dell’Albaneta, da qui il ricorso con la richiesta del risarcimento danni per il mancato profitto di quei cinque mesi, oltre che per la ritardata approvazione del PUA.

Il legale del Comune, l’avv. Longo, ha invece sostenuto che la sospensione era assolutamente necessaria per verificare la legittimità urbanistica delle strutture interessate dal PUA. Quanto alla richiesta di risarcimento, ha rilevato come essa fosse tardiva oltre che priva di fondamento. Il Tar ha quindi riconosciuto la legittimità dei provvedimenti impugnati insieme alla tardività e alla infondatezza della richiesta risarcitoria, dando ragione al Comune, pur compensando le spese di giudizio.

L’amministrazione comunale, in raccordo con l’Abbazia, è intenzionata a dirimere, una volta per tutte, una controversia riguardante le attività e la gestione di tale struttura. Una incresciosa situazione che si sta trascinando da troppo tempo. Peraltro in un luogo la cui sacralità non va dimenticata né sottovalutata.

Come pure occorre ristabilire la corretta definizione ed il legittimo utilizzo degli spazi pubblici da parte di chiunque vada da quelle parti. Troppo spesso giungono al sindaco lamentele (e critiche) per divieti al libero transito lungo percorsi ritenuti pubblici. Da ultimo la lettera del presidente del CAI, sezione di Cassino, Diego Magliocchetti, cui è stato impedito, insieme ad una squadra di volontari e delle associazioni “ArteFatto” e “Cassino Mia1944”, un intervento programmato, limitato alla sostituzione di pali e cartelli indicatori con le informazioni di base escursionistiche per camminare sui sentieri di Montecassino “ senza in alcun modo interferire o introdursi – ha scritto – in aree non di nostra pertinenza, peraltro in raccordo con la Direzione del parco regionale dei Monti Aurunci che aveva fornito i materiali”.