ALLARME DROGA - IL RUOLO DECISIVO DELLE FAMIGLIE

  • Tommaso Villa

I QUARTIERI POVERI

Recentemente è uscito un articolo sulla situazione di Palermo, nei quartieri più poveri e popolari, che evidenziava che i zombi sono tornati: ragazzi, uomini e donne che vagano nel quartiere come fantasmi, assenti a loro stessi e che quando tornano ad essere presenti la loro volontà è cancellata dalla chimica che ha distorto il loro cervello e diventano pericolosi. Anche il governo ha preso provvedimenti, se ne parla con il Modello Caivano e le soluzioni trovate sono soprattutto di ordine pubblico.

MA NON E' SOLO UNA QUESTIONE DI ORDINE PUBBLICO

Ma non stiamo parlando di ordine pubblico ma di un malessere diffuso nel tessuto sociale di molte città, nelle zone più povere, nella disperazione dei luoghi periferici. Ma anche nelle nostre piccole realtà della Ciociaria, cominciano a rivedere alcuni zombi. Non sono così frequenti, per fortuna, ma se la fame di soldi di coloro i quali vivono e alimentano quel disagio sociale allora si possono ricreare le condizioni che dagli anni 80 al 2000 hanno portato alla diffusione dell’eroina dalle nostre parti.

IL CRACK

Ma non di eroina si parla, stiamo parlando di nuove droghe, stiamo parlando soprattutto del crack. Definire cosa sia è un problema, perché è una sostanza fatta di altre sostanze, è un miscuglio di anfetamine, benzodiazepine, sostanze di taglio che unite dal fatto che si fuma in una bottiglietta, danno un effetto vario, che va dall’allucinegone, alla catatonia, alla frenesia, a seconda di quello che è stato messo nel miscuglio chimico. Procurarsi il crack è facile, così come è relativamente facile fare il crack: basta un piccolo laboratorio, alcune “materie prime”, mescolare e poi vedere l’effetto che fa. Il crack è pericolosissimo perché facilmente confezionabile e la cui composizione chimica è, più o meno, improvvisata. Una volta nel crack c’era anche la cocaina, adesso sembra non necessaria.

LA COCAINA

La cocaina resta una droga attualmente costosa, che non tutti possono permettersela; il crack invece costa poco ed ha un pubblico crescente, visto che crescono sempre di più le classi sociali sotto la soglia della povertà. Povertà significa marginalità, isolamento, comporta una progressiva decrescita culturale e, con l’uso delle sostanze, un distorto e progressivo malfunzionamento della mente dell’individuo.

IL RUOLO DELLE FAMIGLIE

Non è un problema, solo, di ordine pubblico, non può essere risolto dal solo intervento delle forze dell’ordine. C’è bisogno del coinvolgimento attivo delle popolazioni locali, c’è bisogno che le famiglie, i padri, le madri, fratelli e sorelle, mogli e fidanzate, amici e conoscenti, stiano all’erta e che si attivino. Sia ben chiaro, se una persona Assume queste sostanze può non essere in grado di esercitare le funzioni cerebrali solite, è sotto l’effetto di sostanze che hanno un potente potere di modificazione dei comportamenti e della maniera di pensare. Non è quindi impossibile riconoscere i primi sintomi: è quando si verificano con sempre maggiore intensità variazioni di umore, scoppi di collera che sfocia nella violenza, ricatti e pretese, fame di soldi e salto dei pasti, improvvisi dimagrimenti, isolamenti prolungati, lo sguardo che sfugge al tuo viso ma che quando finalmente ti guarda, sembra essere carico di odio e di violenza. C’è una spasmodica richiesta di soldi, una pretesa sempre più insistente, una marea di bugie, un umore sempre più cupo.

I SEGNALI DA COGLIERE

I segnali sono li, nel momento in cui la famiglia cerca di giustificare questi cambiamenti la frittata è fatta, anche la famiglia entra nelle menzogne e nelle giustificazioni e la famiglia ne verrà travolta. E’ per questo che le famiglie, purtroppo unico baluardo sociale, possono arrivare ad agire prima di ogni altro soggetto, ente, polizia o altro. I segnali sono li, sotto i propri occhi e allora bisogna accettare la battaglia, bisogna cercare di fare fronte comune in famiglia, se c’è ancora una famiglia, chiedere aiuto il più presto possibile, rivolgersi al Ser.D di Sora (Servidio Dipendenze Patologiche), rivolgersi al CSM (Centro di Salute Mentale), rivolgersi al Faro o all’Alberone (Associazioni di volontariato), provando ad imporre ai pripri figli e mariti di farsi aiutare, di entrare in Comunità (qui in zona c’è la Comunità In Dialogo a Trivigliano, la Comunità Exodus a Cassino, la Comunità Nuovi Orizzonti a Piglio).

FACCIAMOCI AIUTARE

Ma questo non basta: se una famiglia finalmente scopre che un marito, un figlio, una figlia è fuori di testa deve avvertirlo come un segnale: c’è qualcosa che, da tempo, non sta più funzionando a dovere all’interno di questa famiglia (di motivi ce ne possono essere tanti) e così come si richiede un percorso protetto per il proprio familiare più fragile (nonostante la violenza e le botte), così anche la famiglia ha bisogno di intraprendere un percorso che possa aiutarla a leggere quello che il figlio malato segnala: c’è qualcosa che non va nel nostro sistema familiare, facciamoci aiutare.

ASCOLTARE E CHIEDERE AIUTO

E non si tratta di tornare indietro, si tratta di modificare l’approccio avuto finora, di ascoltare e ascoltarsi, di prendere in cura il proprio malessere e provare a trasformarlo in una risorsa. In zona ci sono anche percorsi destinati alle famiglie: Gruppi psicoanalitici multifamiliari (ce ne sono a Frosinone, Alatri, Anagni, Cassino, Nuovi Orizzonti), gruppi di auto Mutuo Aiuto (all’Alberone) consulenze psicologiche a singoli e a famglie (Ser.D, CSM, Associazione Il Faro, Nuovi Orizzonti, i Centri di ascolto di In Dialogo). Quando riconoscete i segni, quando vostro figlio, figlia, marito, non lo riconoscete più è arrivato il momento di chiedere aiuto e iniziare un percorso, tanti di questi percorsi sono gratuiti.