EDITORIALE - MEMMO MARZI, TRE PICCIONI CON UNA FAVA

  • Tommaso Villa

Quando in politica saltano le regole tutto è possibile. Senza il rispetto delle regole, i partiti e gli schieramenti vengono ignorati. A Frosinone Città, negli ultimi anni, regole, partiti e schieramenti sono stati sistematicamente superati.

Molti ne giovano e si allineano. Altri, in pochi per la verità, non ci stanno e rompono gli schemi, vanno per la loro strada che appare contorta invece è audace, coraggiosa.

Nelle ultime settimane a Frosinone, un uomo politico esperto e con un passato da ottimo amministratore, ha rotto gli schemi e ha centrato tre piccioni con una fava.

Ha evitato alla Città capoluogo un lungo periodo di Commissariamento con tutti i danni che ne derivavano. Ha consentito ad una persona seria come Riccardo Mastrangeli di continuare a governare la Città. Ha impedito una nuova, vergognosa “macedonia” come quella che sono stati costretti a sorbire i verolani. E mica solo loro.

E non è finita. Ha fatto emergere, forse anche esplodere le contraddizioni politiche e amministrative in Fdi. Nel capoluogo c’è chi punta a sostenere il buon governo della Città e chi ama preparare la macedonia. Con la Savo, come presidente della Commissione sanità, spesso non siamo teneri. Questa volta, sul piano politico e amministrativo, secondo noi, ha fatto le scelte giuste. Per la Politica, la C maiuscola non è un refuso, e per la Città.

A chi pensava di “portare” a spasso, da sinistra a destra, un valido professionista di 71 anni, con tanta esperienza politica e una valida azione amministrativa alle spalle, Memmo Marzi ha dato il benservito. E’ andato dove ha voluto, per sua scelta, per la Città, per il sindaco e per evitare la macedonia.